Immobiliare: FIMAA Italia, tecnologia utile ma non può sostituire la professionalità dell’agente.
Pezzetta interviene alla presentazione de “I contratti di affitto nella storia dagli Stati preunitari all’Unità d’Italia”, organizzata dalla sen. Minasi e dall’UPPI.
Roma, 13 ottobre 2026 – “La mediazione immobiliare non consiste soltanto nel mostrare una casa o nel mettere in contatto venditore e acquirente, proprietario e locatario. Il suo valore sta nella conoscenza del mercato, nella capacità di comprendere le esigenze delle parti e nell’accompagnare la trattativa con competenza, equilibrio e trasparenza. Le forme cambiano, le leggi si evolvono e gli strumenti diventano sempre più sofisticati. Ma finché ci saranno persone che cercano una casa e persone che desiderano venderla o affittarla, ci sarà bisogno di qualcuno capace di farle incontrare e di assisterle”. È la premessa da cui è partito Maurizio Pezzetta, Vicepresidente Vicario di FIMAA Italia-Confcommercio, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del volume del Segretario Generale dell’UPPI Jean-Claude Mochet, “I contratti di affitto nella storia dagli Stati preunitari all’Unità d’Italia”. L’evento è stato organizzato su iniziativa della senatrice Clotilde Minasi in collaborazione con l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, e si è tenuto presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica.
Il Vicepresidente Vicario di FIMAA Italia ha ricordato che la regolamentazione dei contratti di locazione ha origini antichissime: “I Romani avevano istituito la figura giuridica della locatio conductio, che regolava diverse forme di locazione e di prestazione. Chi abitava in una casa presa in affitto veniva definito con il termine di inquilinus, una parola latina arrivata fino a noi quasi senza cambiare”. Altrettanto antica la figura del mediatore: nella Antichità chi svolgeva questa attività veniva indicato come proxeneta, nel medioevo si usava il termine sensale, in seguito si è usata la parola ancora in uso di mediatore.
Pezzetta ha quindi citato un Manifesto a Torino del 1726 del Consolato di S.M. “Notificante li sensali approvati” e un Editto Lapidario Borbonico di Ferdinando IV a Torre Annunziata (Napoli) del 1785, che prevedeva no delle pene esemplari per i sensali sprovvisti di regolare licenza: “testimoniano che le Autorità dell’epoca ritenessero importante riconoscere una qualificazione a questa figura e che intendessero perseguire con pesanti sanzioni chiunque fosse sprovvisto della licenza per esercitare, e quindi fosse abusivo.
Il volume “I contratti di affitto nella storia dagli Stati preunitari all’Unità d’Italia”, secondo il Vicepresidente Vicario, “ci mostra quanto fosse articolato il quadro giuridico della penisola prima dell’unificazione. Studiare questa storia non significa soltanto conoscere le regole di ieri. Significa capire meglio quelle di oggi e comprendere perché le regole siano indispensabili per rendere più sicuri i rapporti tra le persone”.
Pezzetta ha quindi concluso rivolgendo uno sguardo al futuro: “Oggi disponiamo di piattaforme digitali, algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale capaci di individuare immobili, confrontare prezzi e suggerire opportunità in pochi secondi. Sono strumenti importanti, ma la tecnologia non può sostituire la responsabilità professionale, la capacità di ascoltare e la fiducia che nasce dalla competenza. Perché una casa non è mai soltanto un immobile. Per il proprietario può rappresentare anni di lavoro e di risparmio. Per chi la cerca può significare indipendenza, famiglia, sicurezza futuro”.