Il Vicepresidente Pezzetta incontra il sen. Patuanelli: cedolare secca sugli immobili commerciali ottimo strumento per contrastare la desertificazione delle periferie.
Roma, 3 Luglio 2026 – Agevolare il ritorno sul mercato degli immobili sfitti per fronteggiare l’emergenza abitativa, e reintrodurre la cedolare secca sugli immobili commerciali, misura introdotta nel 2019 per quel solo anno purtroppo, che aveva incentivato l’apertura di tante attività, contrastando efficacemente la desertificazione delle aree periferiche. Sono alcuni degli interventi contenuti in un pacchetto di misure sul mercato immobiliare che Maurizio Pezzetta, Vicepresidente Vicario di FIMAA Italia-Confcommercio, ha illustrato al Senatore Stefano Patuanelli (M5S) nel corso di un incontro che si è tenuto ieri mattina.
“In Italia, secondo una stima prudenziale, si contano circa 8,5 milioni di case sfitte su un totale di 35,6 milioni, di cui si calcola che tra i 5,5 e i 6 milioni potrebbero potenzialmente ritornare sul mercato delle locazioni grazie agli interventi mirati proposti” ha evidenziato Pezzetta. “Se venissero reimmesse sul mercato anche solo in parte, potrebbero risolvere o contribuire a risolvere l’emergenza abitativa. Il problema principale è che i proprietari ritengono che locare un immobile sia ormai troppo rischioso per la mancanza di certezze sul rientrarne in possesso quando stabilito o in caso di morosità, soprattutto rispetto ai ricavi effettivi che potrebbero ricevere. Ad avviso della FIMAA Italia-Confcommercio è quindi necessario ridurre anche la pressione fiscale in maniera incentivante e riconoscere maggiori tutele ai proprietari”.
Tra gli interventi di natura fiscale, la Federazione ha proposto una serie di interventi che riguardano l’IMU, come ad esempio di dimezzare l’imposta sugli immobili locati con contratti 4+4; nei casi di morosità, i proprietari dovrebbero essere esentati dal pagamento dell’IMU e delle imposte sui canoni non percepiti, ed altre casistiche proposte. La FIMAA chiede inoltre di applicare aliquote agevolate sulle locazioni di lungo periodo e di introdurre agevolazioni fiscali per i proprietari che concedono in locazione immobili a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito.
Per la Federazione tuttavia è anche necessario restituire fiducia ai proprietari offrendo maggiori tutele. Tra le varie proposte, quella di creare una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità (sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito), premiando così il valore locativo di chi corretto negli adempimenti lo merita, e introdurre una maggiore flessibilità nella durata dei contratti di locazione. Quest’ultima misura peraltro tiene conto delle profonde trasformazioni del mercato del lavoro, e rispecchia in particolare le esigenze degli inquilini. La Federazione propone anche di riconoscere il contratto di locazione quale titolo esecutivo, per consentire ai proprietari di rientrare più facilmente e velocemente in possesso dell’immobile nel caso in cui l’inquilino sia moroso.
Il Vicepresidente Vicario ha inoltre sostenuto la necessità di reintrodurre la cedolare secca al 21% su locazioni commerciali, ma anche su uffici e studi privati: “questo incentiverebbe l’insediamento di nuove attività economiche e contrasterebbe la desertificazione dei centri storici e non solo di quelli e la quasi totale scomparsa delle attività artigianali, oltre a determinare un recupero in termini di evasione tributaria”.
Nel corso dell’incontro si è anche discusso della riforma della professione. “Il disegno di legge AS 1894 va a modificare una normativa che risale al 1989, che ha subito delle modifiche nel tempo, ma che non è mai stata rivista in maniera organica” ha spiegato Pezzetta. “Il ddl interviene su ambiti finora non regolamentati, come la formazione continua, l’accesso alla professione tramite anche un ulteriore idoneo percorso universitario, l’obbligo di forma scritta per il conferimento dell’incarico, l’utilità di un conto corrente dedicato e segregato per la gestione tracciabile delle somme ricevute nelle trattative, la possibilità di vendere immobili a mezzo cessione di quote societarie, e un inquadramento chiaro dei servizi di Property management. L’obiettivo è assicurare che il mercato sia trasparente, e chi vi opera abbia maturato la necessaria professionalità. Insomma – ha concluso Pezzetta, – sono misure che garantiscono una maggiore tutela al consumatore”.
Nel corso dell’incontro si è anche discusso della riforma della professione. “Il disegno di legge AS 1894 va a modificare una normativa che risale al 1989, che ha subito delle modifiche nel tempo, ma che non è mai stata rivista in maniera organica” ha spiegato Pezzetta. “Il ddl interviene su ambiti finora non regolamentati, come la formazione continua, l’accesso alla professione tramite anche un ulteriore idoneo percorso universitario, l’obbligo di forma scritta per il conferimento dell’incarico, l’utilità di un conto corrente dedicato e segregato per la gestione tracciabile delle somme ricevute nelle trattative, la possibilità di vendere immobili a mezzo cessione di quote societarie, e un inquadramento chiaro dei servizi di Property management. L’obiettivo è assicurare che il mercato sia trasparente, e chi vi opera abbia maturato la necessaria professionalità. Insomma – ha concluso Pezzetta, – sono misure che garantiscono una maggiore tutela al consumatore”.